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Cultura, società e politica

Epopea di un televisore

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Televisore a cristalli liquidi SamsungPer chi si fosse fatto l'idea che un frigo rotto fosse un evento già abbastanza sfortunato e per quelli che invece pensano "e non la fare tanto lunga per un frigo rotto", posso dichiarare che in contemporanea al triste evento si sono guastati anche altri arnesi (e anche qualcos'altro, dopo giri vorticosi. Ma lasciamo perdere...).

In particolare: TV LCD (TeleVisore con Schermo a Cristalli Liquidi o Liquid Cristals Displèi) da 32 pollici, stampante multifunzione a getto di inchiostro e non ultima - valvola a tre vie della caldaia.

Come forse si intuisce dal titolo, quello che mi ha fatto penare non poco è... la stampante no? Scherzo, anche se c'è poco da ridere. Si tratta del televisore. Televisore acquistato in concomitanza al frigo (ecco perché è successo, come ho fatto a non pensarci prima? che sfortuna1!) e che è andato di pari passo col frigo, con l'unica differenza che non ho chiamato il tecnico a casa (e in compenso il televisore non ha perso il gas :-) ma non va lo stesso).

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Il pizzo sulla garanzia

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Frigorifero nuovoEccolo qua: il frigorifero nuovo che abbiamo acquistato una settimana fa. Potrebbe essere un bell'evento, se non fosse che purtroppo ha sostituito un frigorifero pressoché identico che abbiamo acquistato a fine aprile 2006 e che si è rotto ad inizio luglio 2009 (ben TRE ANNI E TRE MESI DI VITA, di cui almeno 8 è stato fermo!).

Può capitare che un elettrodomestico si guasti "presto". Anzi, stando alla teoria probabilistica, la curva della vita di un prodotto (specialmente se c'è di mezzo l'elettronica e la meccanica) ha un profilo a "vasca da bagno": il che significa che c'è una grossa "mortalità" nei primi periodi di utilizzo e a fine vita (si sperebbe qualche anno...), mentre c'è una certa stabilità nell'intervallo compreso fra i due periodi. Se poi ci si comporta "bene" il tratto centrale si può allungare (seguire le istruzioni, fare la manutenzione, ...).

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Più la crisi è grande, più grande è il cartello...

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Cartello "consociato" di vendita appartamentiQuesta riflessione nasce dal cartello "vendesi appartamenti e box" appeso fuori del condominio che stanno costruendo vicino a dove abito.

Trascurando l'impatto visivo ed ambientale del condominio (secondo me troppo alto e troppo "denso", ma se è stato permesso, ci saranno stati validi motivi), la cosa che mi suscita curiosità è il cartello. Purtroppo non ho fotografato tutte le fasi e quindi le prime le racconterò a parole.

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Il libero professionista pubblico

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Tesserino (bèdg o, volendo, badge)Quando si dice che andando in giro si conoscono persone, si fanno esperieze, si vedono posti e ci si confronta con modi di pensare diversi dal nostro: oggi ho conosciuto il primo e forse unico LIBERO PROFESSIONISTA PUBBLICO d'Italia!

Già! Mi ha anche fatto vedere il tesserino che deve marcare quando entra ed esce dal luogo di lavoro (cosa un po' insolita per un libero professionista) sul quale c'è scritto LIBERO PROFESSIONISTA, il nome e alcuni dati che non cito per motivi di riservatezza.

Questa proprio mi mancava. Vedi, una nuova forontiera della flessibilità, che incarna il rischio ed il posto fisso allo stesso tempo.

 

Debito pubblico ricaricato (o riloadid)

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stemma della repubblica italianaL'anno scorso, verso luglio, mi indignavo (eh, sì sa... l'italiano si indigna) per il debito pubblico che era alle stelle: 1.661 miliardi di euro. Lo potete leggere qua: Debito Pubblico e Petrolio.

Dato che c'è la crisi, che siamo un popolo intelligente ed avveduto che pensa al domani e guarda al futuro1, che dovrebbe cercare di diminuirlo - o perlomeno evitare che cresca - qualcosa abbiamo fatto ed oggi noto che il suddetto debito ad agosto ha raggiunto il suo massimo ed è salito a 1.757,534 miliardi di euro2.

 

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In ricordo di un caro professore: aneddoti.

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Foto del professor Luigi MillantaHo saputo da poco della scomparsa di uno dei professori che mi hanno insegnato all'università, Luigi Millanta. Di insegnanti ne ho avuti molti, di insegnanti bravi un po meno. Lui aveva qualcosa in più rispetto a questi ultimi; mi ha lasciato un bellissimo ricordo e qualcosa di cui fare tesoro nella vita.

Era un tipo fuori dalle convenzioni e, anche per questo motivo, succedeva che o ti innamoravi di come inseganva o non lo sopportavi. Pur insegnando una materia difficile (compatibilità elettromagnetica) e una un po' meno (misure elettroniche) lo faceva con parole semplici, preoccupandosi del fatto che chi ascolta capisca il concetto piuttosto che fare un figurone con formule lunghe un chilometro e paroloni che molte volte - diceva - "fanno da scudo con gli interlocutori e servono a mascherare la propria ignoranza della materia".

La sua battaglia contro lo straripante uso di termini anglosassoni ed acronimi (di cui spesso chi li usa ignora anche il signficato), condivisa in pieno da me, rimarrà indimenticabile: quando scriveva sulla lavagna le parole inglesi così come si pronunciano in italiano mi piegavo in due dal ridere: il uèlfa (o welfare, benessere). Oppure quando scomponeva più parole scrivendole sempre come si leggono: la "polpo siscion" (o pole position, posizione al palo) e poi ci spegava che gli inglesi, non avendocela, se la sono copiata dai romani (posizione al palo) e noi, non contenti ed ignoranti, ce la siamo ri-copiata da loro.

Giustamente, diceva di essere chiari quando si parla con gli altri, evitando le spiegazioni ricorsive, tipo: "cos'è un file?","quella cosa che sta nella cartella", "quale cartella?", "quella con dentro i file".

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Errare è umano, perseverare...

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Visibilità del tuo curriculumVi assicuro che non ce l'ho con Infojobs... ma loro fanno il possibile per rendersi ridicoli.

Questa mail (clicca sull'immagine per aprirla in un'altra finestra e leggerla, siamo sui 250 chilobàits) fa seguito a quella dell'ultimo articolo che ho pubblicato: non contenti della lotteria del lavoro (vedi Lotteria lavoro), si sono spinti oltre: la visibilità del curriculum!

Ora - dico io - se mi iscrivo alla tua società di lavoro interinale e se compilo tutto l'ambaradan (e resisto fino alla fine), probabilmente è perché cerco lavoro (o voglio vedere cosa offra il mercato) e voglio che il mio profilo sia visto da più datori di lavoro possibili. Ma allora, come cavolo ti viene in mente di introdurre la visibilità?!

O non hai niente da fare tutto il giorno, ti annoi e inventi qualche stratagemma per far passare il tempo...

O sei proprio duro di comprendonio ("si' de crognolo", si direbbe dalle mie parti).

Ancora una presa in giro per chi cerca lavoro... e uno spreco di risorse per chi ce lo ha già.

E alla fine non è nemmeno andata male come mi ero prefigurato: ho pensato "vedrai che ora bisogna pagare per rendere il curriculum più visibile! Un disgraziato non ha lavoro né soldi per tirare avanti e deve sborsare pure per rendersi più visibile..."

Meno male, dai. Alla fine il diavolo non è mai così brutto come lo si dipinge (ma 'sta gente fuori di melone, sì!).
 


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