Oggi ho sentito per radio un altro sproloquio ecologico di cui ancora adesso non capisco la logica. La pubblicità di una nota marca di pneumatici, di cui non dirò il nome ma solo che inizia per P e finisce per irelli (l'ho scritto, mica l'ho detto) ci informa che per contrastare il riscaldamento globale dovremmo trattenere il respiro per un minuto ogni dieci1. Un buon inizio ecologista direi.
Dopodiché si passa alla soluzione alternativa: cambiare gli pneumatici montando i cinturati (ri-edizione degli pneumatici del 1951) ed usufruendo così del buono sconto di 60€ sul carburante, che ti 'regalano' se fai sto benedetto cambio.
O mi sono perso qualcosa, o alla P(irelli) hanno un concetto di ecologia molto strano (sebbene si sia impegnata a ridurre del 10% le emissioni di CO2 nel 20082):
1. se cambio pneumatici anzitempo, devo buttare quelli vecchi. E questo già di per sé inquina. Inoltre per fare i nuovi è stata generata CO2 e quindi è aumentata la sua concentrazione in aria. Di contro sembra che l'attrito da rotolamento dei cinturati sia minore di quello delle altre gomme (lo potrebbero anche spiegare) e questo migliora l'efficienza del veicolo (ma di quanto non si sa...), diminuendo così l'energia necessaria a muoverlo e diminuendo la quantità di carburante bruciata e quindi la CO2 prodotta. Bisognerebbe fare un bilancio energetico per capire quale dei due aspetti predomini (la CO2 generata nel fabbricare le gomme o quella risparmiata per il minore attrito);
2. se vado in giro a scrocco della P(irelli) il carburante lo brucio lo stesso, anche se non lo pago io. E questo indovinate cosa fa? Aumenta la concentrazione di CO2 senza contare tutta quella già generata per estrarlo, raffinarlo e trasportarlo.
A meno che moltiplicando due effetti negativi per l'ambiente ne esca uno positivo (e francamente non mi sembra sia così), agendo come loro suggeriscono c'è il caso che anziché un minuto di apnea ogni 10 ne occorreranno anche 2...
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1. Per chi ancora non lo sapesse, va forte la teoria per cui l'innalzamento della temperatura del globo sarebbe dovuto all'aumento di concentrazione nell'aria di anidride carbonica (o CO2 o biossido di carbonio) generata principalmente dalle attività umane (industrie, traffico, riscaldamento, produzione di energia elettrica,...) da un secolo a questa parte. Il fenomeno si dovrebbe combattere producendone meno e siccome anche l'uomo la genera vivendo (immette ossigeno nei polmoni e restituisce anidride carbonica) qualche teorico diquelli ganzi ha calcolato che per equilibrare la produzione ognuno di noi dovrebbe respirare nove minuti sì e uno no.
Questa bisogna proprio che la scriva, sennò me la dimentico... m'è venuta in mente in questi giorni.
Partiamo dal Natale 2008 e dintorni: pacchi, pacchetti, pacchettini, ivolucri, buste, scatole... e chi più ne ha più ne metta.
Arriviamo ai giorni normali: giornali, scatole, scatolette, involucri, controinvolucri... e ancora chi più ne ha più ne metta.
Già... ne metta... ma DOVE? Nel bidone dell'immondizia!
Che il mondo produca una quantità disumana di cose inutili, che diventano rifiuti già nel momento in cui le compri, lo si sapeva già. Il tipico esempio è il periodico (ma anche il quotidiano): compro un periodico e mi ritrovo il cartoncino che lo fa sembrare più alto, per svettare con prepotenza fra le miriadi di giornali in edicola. Poi una pubblicità in foglietti o libretto, di qualcosa che assolutamente non mi serve né mai comprerò. Poi il tagliando per fare l'abbonamento e "risparmiare" sul prezzo di acquisto (ma inizia a non mettere tutte ste fregnacce, che forse risparmio tempo, denaro e salute1). Poi l'involucro di plastica (hai visto mai che si perdesse qualcuna di queste utilissime aggiunte...). Poi la fascetta "tre giornali al prezzo di uno" nel caso per 2 euro ti diano il paccone (che assurdità. Paghi 1,98 euro il giornale che di solito costa 2 euro e ti "allegano" altre due riviste per 0,01 euro l'una. Ma allora... perché normalmente costano due euro l'una?). Poi, non sempre, un prodotto assurdo in prova, tipo una tisana, un tea, un dado, un campioncino di qualcosa... anche lui con il suo bel cartoncino, libretto, scatolotto, involucro...
Oggi si fa un gran parlare delle fonti rinnovabili e delle iniziative ecologiche, molte delle quali ho già sottolineato come siano nient'altro che pubblicità.
In questi giorni sto avendo la conferma: il nuovo (?) Testo Unico sull'Ambiente, già modificato per una quarantina di pagine dall'ultima finanziaria (a testimonianza di come fosse nato bene) da una parte incoraggia l'utilizzo e la diffusione delle fonti rinnovabili di energia; dall'altra parte mantiene valide alcune leggi che avrebbe dovuto "aggiornare", in attesa che il legislatore definisca come comportarsi nei casi non ben specificati (alcune biomasse, per esempio).
Today I went to feed some animals with some stale bread. They "live" in a quite big pen nearby a furniture store in Prosecco (TS). It's a common practise, expecially done by little children's parents, that have the opportunity of viewing living deers, fallow-deers, goats and guinea-fowls (in Italian is called "Faraona", like the Pharao's wife). After being mud-splashed by those (the animals, not parents or children...) flocking together at the fence to take as much food as possible, a comparison between their existence and the human one came on my mind, and I explain it now.
Yes, yet another explaination of the environmental sustainability concept.
Da un po' di tempo mi gira in testa un'idea che è quella del gruppo musicale eco-compatibile, o a zero emissioni di gas climalteranti (gas che causano l'effetto serra1).
Non so se ne esistano già in giro, se sia un'idea originale, se e quanto sia fattibile e soprattutto utile (anche se di originale c'è rimasto poco, con la moda di questi tempi che vorrebbe applicare ecologia e zero emissioni ovunque: è una buona cosa ma non deve diventare solo un fattore di immagine).
Il concetto è relativamente semplice e si può suddividere in due passi:
Si parte da una constatazione fisica: qualsiasi attività umana ("antropica" se vogliamo usare un parolone) ha bisogno di energia per essere messa in atto e l'energia viene generata in vari modi partendo da risorse reperibili in natura e rilasciando nell'ambiente porodotti residui (spesso rifiuti) e quantità di gas come l'anidride carbonica (ma non è la sola) ritenute responsabili dell'incremeto della temperatura media mondiale.
Si applica il concetto ecologico alla considerazione appena fatta e si cerca di produrre ll'energia usata con metodi eco-compatibili (fonti rinnovabili e compagnia) in modo da non aumentare ulteriormente i gas serra liberati in aria.