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Il gruppo musicale ad emissioni zero

Il gruppo musicale ad emissioni zero

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Da un po' di tempo mi gira in testa un'idea che è quella del gruppo musicale eco-compatibile, o a zero emissioni di gas climalteranti (gas che causano l'effetto serra1).

Non so se ne esistano già in giro, se sia un'idea originale, se e quanto sia fattibile e soprattutto utile (anche se di originale c'è rimasto poco, con la moda di questi tempi che vorrebbe applicare ecologia e zero emissioni ovunque: è una buona cosa ma non deve diventare solo un fattore di immagine).

Il concetto è relativamente semplice e si può suddividere in due passi:

  1. Si parte da una constatazione fisica: qualsiasi attività umana ("antropica" se vogliamo usare un parolone) ha bisogno di energia per essere messa in atto e l'energia viene generata in vari modi partendo da risorse reperibili in natura e rilasciando nell'ambiente porodotti residui (spesso rifiuti) e quantità di gas come l'anidride carbonica (ma non è la sola) ritenute responsabili dell'incremeto della temperatura media mondiale.
  2. Si applica il concetto ecologico alla considerazione appena fatta e si cerca di produrre ll'energia usata con metodi eco-compatibili (fonti rinnovabili e compagnia) in modo da non aumentare ulteriormente i gas serra liberati in aria. 

Guardiamo un po' più in profondità il primo punto: un gruppo musicale utilizza varie forme di energia, che vanno da quella elettrica per alimentare le apparecchiature, a quella meccanica per gli spostamenti per finire a quella termica (per esempio per scaldare la sala prove di inverno). Poi c'è l'energia prodotta ed usata dai suonatori per suonare, cantare, montare e smontare l'attrezzatura, ma quella non conta in quanto proviene dal metabolismo, che fino a prova contraria, è già ecocompatibile.

Per un gruppo musicale si dovrebbero quindi considerare e quantificare perlomeno le seguenti richieste energetiche:

- energia elettrica: alimentazione della strumentazione (strumenti, amplificatori, impianti, apparecchiature elettriche) ed illuminazione (effetti sul palco, illuminazione dell'ambiente per le prove);

- energia termica: riscaldamento e raffreddamento dell'ambiente dove si fanno le prove;

- energia meccanica: spostamenti dei componenti del gruppo per fare le prove, trasporto delle attrezzature e dei componenti il gruppo da un luogo all'altro (casa --> prove --> luogo dei concerti...), movimento di parti dei vari impianti (le pompe del sistema di riscaldamento/condizionamento, ...).

Per il primo tipo di energia la contabilizzazione si fa con semplicità: basta mettere un contatore elettronico di energia a monte del punto di prelievo dell'energia elettrica usata dal gruppo: se si fanno le prove in una stanza a casa del batterista e tutta l'attrezzatura prende energia dalla presa elettrica in quella stanza, è là che va messo il contatore (per contare solo la parte usata dal gruppo e non quella di utta la casa del suonatore...). Tale strumento, da bravo, conterà tutta l'energia che gli passa attraverso e la visualizzerà in chilowattora [kWh]).

La quantità del secondo tipo di energia è già più complicata da calcolare: una prima approssimazione potrebbe essere dividere l'energia totale usata per il riscaldamento della casa in proporzione alle dimensioni della sala stessa rispetto a quelle dell'abitazione (metodo grossolano: si prendono le bollette del gas di un anno, si fa il totale dei metri cubi di combustibile utilizzato e si divide proporzionalmente alla superficie o al volume della stanza per le prove. Dal momento che la quantità totale di gas è comprensiva anche del gas usato per scaldare l'acqua e cucinare, il valore non è molto preciso, sebbene di solito il riscaldamento occupi una grossa fetta del consumo totale). Si potrebbero poi considerare il numero di giorni all'anno in cui vengono fatte le prove o la posizione della stanza nel complesso come rifinimenti del metodo esposto. Oppure utilizzare dei dispositivi da mettere all'imbocco del sistema di riscaldamento della stanza (il termosifone di solito) che indicano quanta energia li ha attraversati, anche se sono abbastanza sofisticati e cari e comunque terrebbero conto solo dell'energia proveniente dalla caldaia, trascurando il contributo degli ambienti circostanti.

Il terzo tipo di energia è semplice da misurare per certi aspetti e difficile per altri:  l'energia utilizzata è direttamente proporzionale al carburante consumato, per cui se il gruppo ha un mezzo proprio (furgoncino, ape, motocarro, auto, ...) il calcolo è più facile mentre si complica quando non c'è un unico mezzo e i tragitti fatti per prove e concerti sono affiancati a quelli per lavoro e vita quotidiana: nulla di irrimediabile, per carità. Si tratta di tenere conto dei kilometri percorsi a fini musicali e fare calcoli un po' più complessi.

Si passa ora al secondo punto: bisogna convertire la somma dei tre tipi di energia (a scelta su base settimanale, mensile, annua, ...) in kilogrammi [kg] di gas serra sprigionati per la loro conversione/generazione. Dopodiché occorre mettere in atto un metodo che bilanci tali quantità di gas climateranti prodotti. Per esempio si potrebbe installare un sistema fotovoltaico per generare tutta o parte dell'energia elettrica, un sistema solare termico e/o un bruciatore a biomassa per generare tutto o parte del calore utilizzati dal gruppo, magari un cogeneratore che affianchi alla produzione di calore quella di elettricità, e piantare qualche albero2 che assorba parte dei gas serra usati per mandare avanti il gruppo. Alla fine, se si vogliono raggiungere le zero emissioni, la somma delle quantità di gas serra risparmiati all'ambiente con questi impianti dovrà essere pari alla quantità emessa con metodi tradizionali.

Se poi si vuole essere ancora più virtuosi - e non è difficile dal momento che impianti che funzionano a ciclo continuo come quelli solari (finché c'è il sole, ovvio... e se ben dimensionati, manutenuti, etc.) producono di solito più energia di quanta se ne usi in un anno (ed utilizzare o far utilizzare ad altri il surplus, sennò tutto è sprecato) - si può portare in positivo il bilancio risparmiando quindi all'ambiente un po' di gas serra anche per gli utilizzi energetici di qualche altro individuo.

In questo gioco, come al solito, anche l'efficienza energetica fa la sua parte: un buon isolamento delle pareti, dei serramenti, dei tetti e dei pavimenti della sala prove (o dell'intero edificio) consente di utilizzare meno energia per il riscaldamento o il raffreddamento degli ambienti indipendentemente dal tipo di combustibile usato (fossile o rinnovabile); inoltre, un alto rendimento di conversione di energia degli impianti (caldaie più efficienti, lampade a basso consumo, ...), abbassa ancora di più la quantità di energia necessaria.

Quindi risulta ancora più facile suonare ad emissioni zero, col beneficio che anche il padrone della sala prove si troverebbe bollette meno care.

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1. L'effetto serra è un meccanismo naturale e necessario grazie al quale parte dell'energia portata dalla radiazione solare e riflessa verso lo spazio viene trattenuta nell'atmosfera e riflessa di nuovo verso terra da gas detti "gas serra" o "climalteranti" fra i quali il più noto è l'anidride carbonica, o biossido di carbonio (CO2). In questo modo si hanno temperature più alte ed escursioni termiche fra giorno e notte più limitate. Una concentrazione eccessiva dei gas che causano questo effetto è da ritenersi dannosa in quanto l'eccessiva energia trattenuta, e quindi l'aumento di temperatura, correlata al fenomeno detto "riscaldamento globale", porta ad alterazioni dannose nel clima come lo scioglimento dei ghiacci e una maggiore frequenza degli eventi incontrollabili come i cicloni con conseguenze imprevedibili.

2. Se da un lato piantare alberi riduce la concentrazione di CO2 in atmosfera poiché grazie alla fotosintesi clorofilliana le piante assorbono anidride carbonica e luce solare trasformandole in zuccheri e rilasciando ossigeno, è altrettanto vero che sapere la quantità da piantarne per bilanciare le emissioni è un po' più difficile anche perché non credo esista l'albero standard che nel tempo di vita standard assorbe la quantità standard di CO2. Personalmente mi hanno lasciato un po' perplesso iniziative come quella di fare un tour musicale pubblicizzando nei manifesti le zero emissioni (Jovanotti - ENEL) per poi scoprire che si sarebbe fatto tutto alla vecchia maniera impegnandosi però a piantare alberi per l'equivalente dell'energia consumata durante tutta la tournee. Certo, meglio di niente... ma mi sembra più una trovata pubblicitaria che altro.