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Elio e le Storie Tese - Trieste - Barcolana 2008

Elio e le Storie Tese - Trieste - Barcolana 2008

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Sabato 11 ottobre, sul palco in Piazza Unità d'Italia a Trieste, in occasione della Barcolana 2008 (nota gara di vela), si sono esibiti anche Elio e le Storie Tese per un'ora e mezzo circa e con un repertorio di brani nuovi e vecchi all'insegna della "non volgarità", rispondendo di aver palesemente travisato il loro messaggio a chi li taccia di essere volgari. Fra i vari pezzi degno di nota è stato il "classico" T.V.U.M.D.B. con una chicca di Mangoni travestito da peperone (che grida PEM) e - dopo 25 anni - il primo e vero tastierista degli Elii che presenta il suo "Progetto Stanlio e Ollio" (finanziato per 25 anni dalla Regione FVG...).

Capita a volte che la lucidità venga offuscata dai propri "idoli" per qualche attimo e che per assistere al concerto si facciano cose che con un minuto di riflessione in più si sarebbero scartate ad occhi chiusi...

Sebbene avessi già considerato la grande confusione che accompagna questi eventi, un po' per mentalità paesana e on de rood (on the road), decido di andare con l'automobile e cercare un parcheggio da qualche parte nelle vicinanze della piazza. Dopo aver cercato nei posti in cui di solito si parcheggia per andare in città e - ovviamente - averli trovati strapieni, ecco la prima idea brillante: penso di raggiungere la zona della Marina (dove di solito di posti ce ne sono a bizzeffe) attraversando la zona della manifestazione (non la gara, ma i vari stand). Del resto l'avevo fatto venerdì e c'ero riuscito...

Ovviamente le Rive (la strada che costeggia il mare in zona cittadina) nel tratto sopra citato, dall'ora di cena sono state interdette al traffico. Contestualmente nei paraggi della piazza non si trovava un buco che fosse uno per posteggiare e in più si era formato un incolonnamento bestiale.

E qui sopravviene la seconda idea brillante: non appena possibile mi butto nelle stradine del centro (...nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi), lì di sicuro troverò posto! Come no... C'erano così tante macchine che sembrava di stare dentro un mosaico preparato con pazienza da qualche artigiano (di Spilimbergo, che dicono in giro che siano particolarmente bravi) dove però non c'era posto per nessun'altra tessera.

Dopo aver girellato per queste strade mi ritrovo (chissà come) sotto la cattedrale di San Giusto, in una via che ho sempre visto sgombra di macchine... E lì mi appare... qualche santo - direte voi! No. Un posto libero. Dopo un quarto d'ora di manovre e dopo aver consumato mezza frizione (è una strada in salita, con pavimento irregolare e larga appena 3 file di macchine, di cui una per lo scorrimento e due "adibite" a parcheggio) ho realizzato che lì non ci sarei mai entrato se non depositato da un elicottero o una gru.

Ah, tralaltro era anche un vicolo cieco! Quindi il percorso al contrario l'ho dovuto fare in retromarcia, con un'automobile il cui conducente già sbavava per il posto che gli avrei lasciato (auto più grande della mia, che SICURAMENTE non ci sarebbe entrata... ma il miraggio di un posto, in quelle condizioni, accende vane speranze)...

In qualche modo esco da lì e inizio la mia imitazione della falena, che gira intorno alla luce senza aver chiaro dove va né il perché. Riesco ad arrivare all'agognata zona della Marina, e già pregusto il punto dove avrei parcheggiato... senonché è tutto pieno! Più di quando in quella zona facevano la "Sagra de la sardela"! Sono arrivato fino all'imbarco peri traghetti, fra macchine, camion, camper tutti appiccicati uno all'altro. C'era addirittura una fila di macchine parcheggiata in mezzo alla carreggiata, sulla doppia linea di mezzeria (non me la sono sentita di lasciarla là...).

Continua il mio pellegrinaggio motorizzato alla ricerca di un posto, quando ormai ero in procinto di lasciar perdere (era da un'ora e mezzo che giravo) già lontano dalla zona della festa... Ho incontrato anche una corriera (di quelle piccole, la linea 30) bloccata in una curva per un parcheggio non proprio ben fatto.

Alla fine... TROVO UN POSTO! No! Decine di posti! E parcheggio contento come una pasqua (non mi ero reso conto di essere ad anni luce dalla piazza del concerto). Poi cerco un punto di riferimento e scopro di essere sopra al Piazzale Rosmini (!!!!!!!!!!!!!! ? ).

Percorso in autoQuesta mini-odissea, di 10 km, è riassunta nella foto qui accanto, che potete cliccare per ingrandire oppure vedere direttamente sul pedometro di google.

Ma non finisce qua, adesso inizia la parte pedonale. Mi incammino verso il palco (già... ma come? Non so nemmeno dove sono, come faccio ad arrivare dove vorrei?). Chiedo un po' in giro... e vado. Dicono che ci voglia un quarto d'ora... e mi guardano con compassione. Fra le altre cose mi son dovuto memorizzare il percorso... altrimenti avrei rischiato di perdermi. 

Durante la mia sgambata inizia lo spettacolo pirotecnico (o anche fuochi d'artificio) e mi dico: Cavolo, arriverò tardi (su quale base non lo so...). Quando giungo di nuovo lungo le rive, mi sento confortato e - ormai - arrivato.

Arrivo in piazza che gli Elii hanno appena iniziato (credo) e siccome mi ero portato dietro telecamera, macchina fotografica e cellulare, inizio le riprese mentre mi godo il meritato premio per la mia tenacia... se non fosse stato per la videocassetta, finita quasi subito (non ne avevo altre perché riprendevo giusto per testimonianza, avendo pensato che con quei volumi e quelle luci il filmato sarebbe venuto male). Invece... non è venuto poi così male (quello che si vede qua è compresso...).

Passo al cellulare, e qui davvero è venuto tutto male, oltre al fatto che si è scaricato completamente.

Alla fine me ne torno verso la macchina... contento di essere andato e aver visto lo spettacolo. Ma... perché c'è un ma...

percorso a piedilo sapete quanti chilometri ho fatto a piedi? SEI (6) fra andata e ritorno! Mi sarebbe convenuto andare direttamente da casa. Come se non bastasse ho scoperto anche di aver fatto il "guadagno di Guazzino1": dal parcheggio alla piazza c'era un chilometro andando diretti.

Io ne ho fatti due girandoci intorno. Maremma Pitagorica.

Ma del resto che volete... Straniero in terra straniera. E poi "oh, un so' mica gugol mèps!" (o Tuttocittà).

E alla fine, escludendo il ritorno in auto, ho fatto 16 km!!! Cose da matti, alla faccia del riscaldamento globale.

Il percorso a piedi è illustrato nella foto qua a lato, che si può cliccare per ingrandire oppure consultare direttamente il pedometro di google.

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1. Espressione tipica del mio paese, che sta ad indicare un guadagno che non c'è... anzi addirittura una rimessa.