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Sprechi elettronici e informatici

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Computer ENIAC, il primo calcolatore
 

(clicca l'immagine per saperne di più sull'ENIAC - in inglese però...)

Ho un portatile ACER ASPIRE 1691 WLMI da più di tre anni, al quale sono molto legato poiché mi ha accompagnato in molte occasioni importanti (esami, tesi, simulazioni, lavoro,...) e momenti di divertimento (videogiochi, siti web, fotografie, instant messaging,...). Quando l'ho preso era all'avanguardia pur non essendo il modello di punta, e anzi, ho dovuto aspettare più di un mese che arrivasse al negozio dove l'ho acquistato. E' uno dei primi esemplari che implementano l'architettura PCI Xpress, con complesso Centrino (Pentium IV mobile M730 a 1.6 GHz, controller Intel e scheda wireless 802.11 b/g), 512 Mbytes di memoria ram DDR (Democratica Dedesca Repubblica, o Repubblica Democratica Tedesca) di cui poco dopo è uscito lo stesso modello con DDR2 (come sopra, ma dopo la caduta del Muro di Berlino...) - da mangiarsi le mani, perché oggi vorrei espanderlo ma la DDR costa una sassata, al contrario della DDR2 che quasi te la tirano dietro - scheda video ATI Mobility Radeon X600 con ben 64 Mbytes di memoria grafica dedicata (!), disco rigido da 80 Gbytes, masterizzatore di DVD a doppio strato (mai registrato un solo DVD a doppio strato) e multiformato, modem, porte usb, firewire, infrarossi, ethernet da 1 Gbit, lettore di memorie flash in 4 formati, slot PCMCIA, uscite ed ingressi audio e un bel display da 15,4 pollici con risoluzione 1.280 x 800 punti con finitura lucida.

(certo che detto così, fa ancora colpo...)

 Allora di rado il disco rigido si metteva a "macinare" (intendo il rumore che fa nel trasferire porzioni di memoria ram al disco rigido e dal disco rigido a causa della memoria insufficiente). Oggi invece sta tutto il giorno a "ravanare". Perché? Semplice: perché i programmi sono cambiati e le versioni aggiornate ciucciano molte più risorse (spazio su disco, memoria, necessità di velocità maggiori,...) delle loro antenate.

Non voglio passare per nostalgico, ma diciamo che di evoluzione dell'informatica e dell'elettronica in ambito personal computer ne ho vista passare abbastanza (dal 286 in su...); so benissimo che oggi non si potrebbe più gestire una banca con 64 kbytes di memoria come accadeva una volta... e non c'erano i tanti servizi che ci sono adesso, tipo l'ombènching (home banking), il trèdinonlain (trading online) e compagnia. Però a me sembra che stiamo esagerando per il verso opposto.

L'esempio che porto è il mio stesso sito: come già accennato in altri posti (famoso plurale di post) la prima versione che feci intorno all'anno 2.002 d.C. (oh! e sono appena 6 anni! mica 50!) era scritta in html puro, col blocco note di Uindouvs (Windows). Gli editor visuali c'erano già, ma io volevo capire cosa facevo e avere il controllo totale (buahahahahaha! il web è mmmmio!) e avevo fatto in modo che qualunque computer collegato alla rete riuscisse a caricarlo.

Allora l'ADSL non l'avevano ancora inventata e i più fortunati utenti casalinghi potevano usufruire della connessione via modem alla velocità massima di 56 kbit (i più sfrenati andavano a 64 o 128 kbit con la linea ISDN, ma costava un botto). Sempre in quei tempi, dopo la "vittoria" (o anche imposizione) di Microsoft su Netscape, usciva un programma per navigare la rete alternativo a Internet Explorer, che si chiamava Opera e che era strabiliante per la sua "leggerezza": il file di installazione stava in un floppy da 1.4 Mbytes e rispetto al concorrente, carico di cotanto software aggiuntivo (inutile?) da sembrare un somaro, andava come un treno... Ti permetteva già la navigazione multifinestra, ossia potevi aprire più finestre di navigazione all'interno del programma ma sulla barra delle applicazioni ne appariva solo una.

Oggi c'è anche faierfòx (firefox), che dicono sia nato dalle ceneri di Netscape (avrebbero potuto chiamarlo fènics, no?), che era partito con gli stessi presupposti, ma un po' li ha persi per strada (come del resto Opera).

Questo simpatico sito è fatto con Joomla! (1.5.3) che ancora non sono in grado di giudicare (ma è un bel po' che me lo sto studiando...). E' vero, l'ho riempito di quadri, quadretti finestre e finestrine, però... con O-Pera mi cucca 22 Mbytes di memoria se lo visualizzo senza immagini. Appena attivo il caricamento delle immagini... PÈM! salta a 80-90 Mbytes (e allora "metticene meno, bischero!" direte giustamente voi). Per non parlare del fido faierfòx, che dai 38 Mbytes iniziali schizza a 112 (!) appena entro nel sito.

Tornando all'hardware, adesso la situazione è molto cambiata: sento parlare di computer con N (dove N è numero intero maggiore o uguale ad 1) schede video che scaldano come forni, con Gbytes di memoria, processori a 4 core (e anema...) con raffreddamento liquido, dissipatori alettati da 1 kg con pompe di calore e tubi in rame, alimentatori da 1.000 W (oh! MILLE WATT! quanto un forno consumano!), hard disk da Tbytes anche loro raffreddati (porelli!) con ventole. Quanto spreco.

Mi accorgo che invecchio perché questi sono numeri che non concepisco, che non riesco ad immaginare. Mi piace ottimizzare le cose, ridurre i consumi, sfruttare in modo efficiente e razionale i dispositivi elettronici

Purtroppo è un cane che si mangia la coda. Una volta i programmatori dovevano fare salti mortali per fare entrare il programma nella (poca) memoria disponibile, ma ci riuscivano (anche perché sennò si attaccavano al tram...). Poi lo sviluppo e la diffusione dell'hardware hanno abbassato i costi e permesso a più utenti di avere prestazioni superiori. Ma i programmatori spesso, invece che ottimizzare i programmi per funzionare al meglio, han pensato: "ma sì, ci sono più risorse, non preoccupiamoci. Facciamo i programmi che occupano più risorse e chi li vuole usare prende un computer più potente".

E chi può/deve prende un computer più potente... e i programmatori aggiornano i software con nuove funzioni che impallano anche i nuovi computer... e si comprano computer più potenti... e si aggiornano i programmi... e così via.

C'è addirittura chi sostiene che i programmatori facciano i programmi "pesanti" così la gent è "costretta" a comprare computer nuovi (questo complotto fra programmatori e venditori di hardware...).

Molte funzioni ed innovazioni in campo hardware sono ormai irrinunciabili: acceleratori 3D, schede potenti, bus a frequenze elevate etc. etc.

Ciò non toglie che comunque i programmi non siano quasi mai ottimizzati. Vuoi perché i ritmi e le scadenze sono serrate, quindi non c'è tempo di fre bene le cose; vuoi perché siamo abituati all'abbondanza di risorse... I software richiedono risorse sempre maggiori ed enorme spazio su disco.

Per concludere, come si è iniziato in campo hardware a guardare i consumi e ridurlli efficacemente per i portatili soprattutto, così spero sarà in futuro per il software. Non potremo che guadagnarci tutti, sia perché minori consumi uguale minore inquinamento, sia perché gli stessi dispoitivi, con software ottimizzati, sarebbero più longevi.

Propongo uno slòpc (slow pc), un computer lento. Equivalente di slòfud (slow food) in campo informatico. Godersi più a lungo ed in tranquillità il proprio computer, anziché mordere e fuggire (e soprattutto essere quasi costretti a cambiarlo ogni 3 mesi).

PGB