L'anno scorso, verso luglio, mi indignavo (eh, sì sa... l'italiano si indigna) per il debito pubblico che era alle stelle: 1.661 miliardi di euro. Lo potete leggere qua: Debito Pubblico e Petrolio.
Dato che c'è la crisi, che siamo un popolo intelligente ed avveduto che pensa al domani e guarda al futuro1, che dovrebbe cercare di diminuirlo - o perlomeno evitare che cresca - qualcosa abbiamo fatto ed oggi noto che il suddetto debito ad agosto ha raggiunto il suo massimo ed è salito a 1.757,534 miliardi di euro2.
Quando ho pubblicato la prima volta il grafico della mia dieta andava d'accordo con la crisi: tutto in discesa...
Adesso sembra che la crisi sia finita, o che perlomeno il peggio sia passato (come diceva qualcuno). In qualche modo questo si ripercuote sulla mia dieta, spostando il termine della stessa in avanti di qualche anno (come quando rinegozi un mutuo: paghi meno al mese, ma ti si allungano i tempi...).
A questo punto, bisognerà darsi da fare e seguire alla lettera il menù... anziché stare là ed aspettare che la crisi passi.
Ho saputo da poco della scomparsa di uno dei professori che mi hanno insegnato all'università, Luigi Millanta. Di insegnanti ne ho avuti molti, di insegnanti bravi un po meno. Lui aveva qualcosa in più rispetto a questi ultimi; mi ha lasciato un bellissimo ricordo e qualcosa di cui fare tesoro nella vita.
Era un tipo fuori dalle convenzioni e, anche per questo motivo, succedeva che o ti innamoravi di come inseganva o non lo sopportavi. Pur insegnando una materia difficile (compatibilità elettromagnetica) e una un po' meno (misure elettroniche) lo faceva con parole semplici, preoccupandosi del fatto che chi ascolta capisca il concetto piuttosto che fare un figurone con formule lunghe un chilometro e paroloni che molte volte - diceva - "fanno da scudo con gli interlocutori e servono a mascherare la propria ignoranza della materia".
La sua battaglia contro lo straripante uso di termini anglosassoni ed acronimi (di cui spesso chi li usa ignora anche il signficato), condivisa in pieno da me, rimarrà indimenticabile: quando scriveva sulla lavagna le parole inglesi così come si pronunciano in italiano mi piegavo in due dal ridere: il uèlfa (o welfare, benessere). Oppure quando scomponeva più parole scrivendole sempre come si leggono: la "polpo siscion" (o pole position, posizione al palo) e poi ci spegava che gli inglesi, non avendocela, se la sono copiata dai romani (posizione al palo) e noi, non contenti ed ignoranti, ce la siamo ri-copiata da loro.
Giustamente, diceva di essere chiari quando si parla con gli altri, evitando le spiegazioni ricorsive, tipo: "cos'è un file?","quella cosa che sta nella cartella", "quale cartella?", "quella con dentro i file".
Vi assicuro che non ce l'ho con Infojobs... ma loro fanno il possibile per rendersi ridicoli.
Questa mail (clicca sull'immagine per aprirla in un'altra finestra e leggerla, siamo sui 250 chilobàits) fa seguito a quella dell'ultimo articolo che ho pubblicato: non contenti della lotteria del lavoro (vedi Lotteria lavoro), si sono spinti oltre: la visibilità del curriculum!
Ora - dico io - se mi iscrivo alla tua società di lavoro interinale e se compilo tutto l'ambaradan (e resisto fino alla fine), probabilmente è perché cerco lavoro (o voglio vedere cosa offra il mercato) e voglio che il mio profilo sia visto da più datori di lavoro possibili. Ma allora, come cavolo ti viene in mente di introdurre la visibilità?!
O non hai niente da fare tutto il giorno, ti annoi e inventi qualche stratagemma per far passare il tempo...
O sei proprio duro di comprendonio ("si' de crognolo", si direbbe dalle mie parti).
Ancora una presa in giro per chi cerca lavoro... e uno spreco di risorse per chi ce lo ha già.
E alla fine non è nemmeno andata male come mi ero prefigurato: ho pensato "vedrai che ora bisogna pagare per rendere il curriculum più visibile! Un disgraziato non ha lavoro né soldi per tirare avanti e deve sborsare pure per rendersi più visibile..."
Meno male, dai. Alla fine il diavolo non è mai così brutto come lo si dipinge (ma 'sta gente fuori di melone, sì!).
Quando si dice che trovare lavoro è difficile come vincere alla lotteria!
Che cosa vergognosa, però...
Intanto non è giusto, perché il premio lo dovrebbe vincere chi il lavoro l'ha perso o non ce lo ha. E poi siamo ridotti davvero male. La cosa mi lascia amareggiato ma non mi stupisce più di tanto nel paese del gratta e vinci0,5...
Oggi ho sentito per radio un altro sproloquio ecologico di cui ancora adesso non capisco la logica. La pubblicità di una nota marca di pneumatici, di cui non dirò il nome ma solo che inizia per P e finisce per irelli (l'ho scritto, mica l'ho detto) ci informa che per contrastare il riscaldamento globale dovremmo trattenere il respiro per un minuto ogni dieci1. Un buon inizio ecologista direi.
Dopodiché si passa alla soluzione alternativa: cambiare gli pneumatici montando i cinturati (ri-edizione degli pneumatici del 1951) ed usufruendo così del buono sconto di 60€ sul carburante, che ti 'regalano' se fai sto benedetto cambio.
O mi sono perso qualcosa, o alla P(irelli) hanno un concetto di ecologia molto strano (sebbene si sia impegnata a ridurre del 10% le emissioni di CO2 nel 20082):
1. se cambio pneumatici anzitempo, devo buttare quelli vecchi. E questo già di per sé inquina. Inoltre per fare i nuovi è stata generata CO2 e quindi è aumentata la sua concentrazione in aria. Di contro sembra che l'attrito da rotolamento dei cinturati sia minore di quello delle altre gomme (lo potrebbero anche spiegare) e questo migliora l'efficienza del veicolo (ma di quanto non si sa...), diminuendo così l'energia necessaria a muoverlo e diminuendo la quantità di carburante bruciata e quindi la CO2 prodotta. Bisognerebbe fare un bilancio energetico per capire quale dei due aspetti predomini (la CO2 generata nel fabbricare le gomme o quella risparmiata per il minore attrito);
2. se vado in giro a scrocco della P(irelli) il carburante lo brucio lo stesso, anche se non lo pago io. E questo indovinate cosa fa? Aumenta la concentrazione di CO2 senza contare tutta quella già generata per estrarlo, raffinarlo e trasportarlo.
A meno che moltiplicando due effetti negativi per l'ambiente ne esca uno positivo (e francamente non mi sembra sia così), agendo come loro suggeriscono c'è il caso che anziché un minuto di apnea ogni 10 ne occorreranno anche 2...
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1. Per chi ancora non lo sapesse, va forte la teoria per cui l'innalzamento della temperatura del globo sarebbe dovuto all'aumento di concentrazione nell'aria di anidride carbonica (o CO2 o biossido di carbonio) generata principalmente dalle attività umane (industrie, traffico, riscaldamento, produzione di energia elettrica,...) da un secolo a questa parte. Il fenomeno si dovrebbe combattere producendone meno e siccome anche l'uomo la genera vivendo (immette ossigeno nei polmoni e restituisce anidride carbonica) qualche teorico diquelli ganzi ha calcolato che per equilibrare la produzione ognuno di noi dovrebbe respirare nove minuti sì e uno no.