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Epopea di un televisore
By PaoloGabriele,
on 26.11.2009 17:42
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Per chi si fosse fatto l'idea che un frigo rotto fosse un evento già abbastanza sfortunato e per quelli che invece pensano "e non la fare tanto lunga per un frigo rotto", posso dichiarare che in contemporanea al triste evento si sono guastati anche altri arnesi (e anche qualcos'altro, dopo giri vorticosi. Ma lasciamo perdere...).
In particolare: TV LCD (TeleVisore con Schermo a Cristalli Liquidi o Liquid Cristals Displèi) da 32 pollici, stampante multifunzione a getto di inchiostro e non ultima - valvola a tre vie della caldaia.
Come forse si intuisce dal titolo, quello che mi ha fatto penare non poco è... la stampante no? Scherzo, anche se c'è poco da ridere. Si tratta del televisore. Televisore acquistato in concomitanza al frigo (ecco perché è successo, come ho fatto a non pensarci prima? che sfortuna1!) e che è andato di pari passo col frigo, con l'unica differenza che non ho chiamato il tecnico a casa (e in compenso il televisore non ha perso il gas :-) ma non va lo stesso).
Eccolo qua: il frigorifero nuovo che abbiamo acquistato una settimana fa. Potrebbe essere un bell'evento, se non fosse che purtroppo ha sostituito un frigorifero pressoché identico che abbiamo acquistato a fine aprile 2006 e che si è rotto ad inizio luglio 2009 (ben TRE ANNI E TRE MESI DI VITA, di cui almeno 8 è stato fermo!).
Può capitare che un elettrodomestico si guasti "presto". Anzi, stando alla teoria probabilistica, la curva della vita di un prodotto (specialmente se c'è di mezzo l'elettronica e la meccanica) ha un profilo a "vasca da bagno": il che significa che c'è una grossa "mortalità" nei primi periodi di utilizzo e a fine vita (si sperebbe qualche anno...), mentre c'è una certa stabilità nell'intervallo compreso fra i due periodi. Se poi ci si comporta "bene" il tratto centrale si può allungare (seguire le istruzioni, fare la manutenzione, ...).
Più la crisi è grande, più grande è il cartello...
By PaoloGabriele,
on 02.11.2009 23:55
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Questa riflessione nasce dal cartello "vendesi appartamenti e box" appeso fuori del condominio che stanno costruendo vicino a dove abito.
Trascurando l'impatto visivo ed ambientale del condominio (secondo me troppo alto e troppo "denso", ma se è stato permesso, ci saranno stati validi motivi), la cosa che mi suscita curiosità è il cartello. Purtroppo non ho fotografato tutte le fasi e quindi le prime le racconterò a parole.
Quando si dice che andando in giro si conoscono persone, si fanno esperieze, si vedono posti e ci si confronta con modi di pensare diversi dal nostro: oggi ho conosciuto il primo e forse unico LIBERO PROFESSIONISTA PUBBLICO d'Italia!
Già! Mi ha anche fatto vedere il tesserino che deve marcare quando entra ed esce dal luogo di lavoro (cosa un po' insolita per un libero professionista) sul quale c'è scritto LIBERO PROFESSIONISTA, il nome e alcuni dati che non cito per motivi di riservatezza.
Questa proprio mi mancava. Vedi, una nuova forontiera della flessibilità, che incarna il rischio ed il posto fisso allo stesso tempo.
Ecco un'altra guida inutile (che abbia qualche possibilità di vincere un premio IGNobel, in futuro?) per sottilizzare sulla diagonale dei televisori (monitor, e compagnia).
Una volta, quando c'erano soprattutto televisori a tubo catodico (quelli ingombranti, sì...) per definirne le dimensioni si parlava dei pollici0,25 : ossia della lunghezza della diagonale dello schermo. Era un parametro che bastava, perché c'era una sorta di standard nel rapporto fra il lato lungo e il lato corto dello schermo, e cioè 4:3 (dicesi quattro terzi0,5): supponendo che lo schermo sia un rettangolo, il lato lungo era 4/3 (ossia 1,33 periodico) volte quello corto. Infatti è detto anche formato 1,33:1 (uno virgola trentatre a 1). La ragione è da ricercarsi nel formato più diffuso di trasmissione dei canali televisivi (appunto 4:3) e quindi nella ottimizzazione per la visione dei suddetti1.
Oggi le cose sono cambiate ed è molto più complesso, poiché ci sono monitor di molti tipi (da quello del cellulare a quello del megaschermo) ma non tutti hanno lo stesso rapporto fra lato lungo e lato corto. Quindi se li misuro in pollici, ho comunque una idea di quanto sia grande l'apparecchio, ma ho una informazione incompleta.
Questo problema emerge soprattutto quando vuoi comprare un televisore (non so se ha più senso chiamarli così, dato il vasto numero di funzioni che offrono e il fatto che sono piatti) e il venditore ti descrive ii vari modelli in pollici, senza fare troppo caso se il loro formato è diverso. Infatti ancora oggi, sotto una certa dimesione sono molto diffusi i 4/3, mentre crescendo si passa al 16/9 (o formato a schermo largo, uàidscriin o widescreen, o 1,78:1).
Il punto di questo scritto è proprio di capire cosa cambia a parità di "pollici" della diagonale, passando da un formato all'altro. Prima, quando c'erano solo i 4/3, col teorema di Pitagora si potevano ricavare le dimensioni dello schermo (chiamo a il lato lungo, b il lato corto e D la diagonale):
Oggi mi capita fra le mani "l'espresso", ancora impacchettato, con una bella pubblicità che dice: "L'espresso mente"...
Direi che non è un grande elogio al giornale, aggravato dal fatto che si tratta di un'offerta PENSATA apposta.
Non so chi si occupi del marketing (argh, l'ho detto...) in redazione e so che i giornali non sempre dicono la verità, ma direi che stavolta la paga non se la è guadagnata!
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p.s.: il rettangolo verde l'ho aggiunto io per evidenziare il messaggio subliminale (che poi ttanto sub non è).
p.p.s.: per vedere meglio l'immagine cliccaci sopra, e magicamente si aprirà in una nuova finestra (e son 274 chilobàit).